Lui nei panni di Lei

Questo post nasce dalla  parte più buffa della mia personalità. Infatti durante le mie giornate trascorro dei momenti di totale ilarità e mi ritrovo spesso, come si suol dire, a ridere di sé stessi.

E quindi cominciamo: quante volte hai pensato di vivere come una donna (se sei un uomo) o di vivere come un uomo (se sei una donna)?

E allora ecco la storia: lui nei panni di lei…e lei nei panni di lui.

Lui nei panni di lei

Lui nei panni di lei

I ruoli si erano invertiti.

Quella mattina mi alzai… mi sentivo strano, un po’ più pesante… si va bene che il pomeriggio precedente avevo fatto quarantaquattro addominali in fila per tre con resto di due, però questa pesantezza era troppo strana…
Andai verso il bagno, pronto a fare la solita plin plin (si dice così, vero?) ma allungando la mano… “oddio il pirillino?… mi accorsi che al suo posto avevo la patatina…

La scoperta in bagno

Dall’altro bagno un urlo fortissimo e terrorizzato:“E questo coso cos’è, cosa me ne faccio adesso, lo uso come portachiavi?”(uhm… strano non avevo mai pensato a questo utilizzo alternativo).

Il mio petto villoso si era trasformato in due tette esplosive…  a occhio e croce una  taglia quinta…
Un Inglese avrebbe urlato “OH MY GOD”… Essendo io italoterrun urlai “STI….AZZI”. Provai immediatamente a provare a schiacciarle, chissà magari bastava premere un po’, niente non si sgonfiavano, nessuna traccia di valvole…

Intanto dall’altro bagno, lei nei panni di lui, stava bisticciando col pirillino, per farlo stare fermo, mentre faceva pipì… (perché di solito quelli che scrivono nei bagni “ricordati che tra le mutande non hai un idrante, sono donne).

La terza scoperta fu che sulla testa, mi era cresciuta una folta capigliatura, che al cospetto la criniera di Furia, non era nulla.
Finalmente potevo esaudire il mio più recondito dei desideri: andare dal parrucchiere e farmi la PERMANENTE!

Intanto lei nei panni di lui mi venne incontro, tutta fiera/o, mentre si accarezzava il pizzetto sotto il mento e mi disse: “dove trovo le mutande?” Ed io risposi “nel solito cassetto”.

ehi cosa me ne faccio di questo coso

ehi cosa me ne faccio di questo coso

ALBACHIARA

E realizzai un altro sogno: diedi il nome ad ogni tetta. Una la nominai ALBA e l’altra CHIARA.
Stavano li, specchiate e mi fissavano. Perché mi fissavano? Ad un certo punto feci un salto in alto.
ALBA sussultò un po’, mentre CHIARA resistette allo scossone. Bene avevo due tette differenti. Una più molliccia e l’altra più soda. Quella molliccia aveva bisogno di esercizio. Così ci attaccai un elastico e iniziai ad allenarla.
CHIARA era la sua personal trainer.

Nel frattempo, lei nei panni di lui stava cercando di dare un nuovo look al pizzetto e tagliando i peletti dal naso… Era anche  riuscita/o a fare pace con il pirillino. Certo doveva ancora imparare l’arte della grattarola, (il grattarsi spesso gli zebedei) ma per quello ci voleva tempo…

La prova della ceretta

Ora toccava alla ceretta sulle gambe. Presi un pentolone con 8 litri di acqua, 6 limoni e zucchero come se nevicasse…
Et voilà… pronto… disteso e viaaaaaaaa!!!!!
Al primo strappo perfino CHIARA non resistette e balzò in avanti quasi a staccarsi… mentre ALBA… mi arrivò al mento e rimbalzò tre volte prima di atterrare pacificamente.

Intanto lei panni di lui si stava allenando a camminare con le gambe larghe e imparare a fare i rutti… ma anche questo sembrava essere difficoltoso.

darsi la mano

Darsi la mano. L’importante è volersi bene!

Lui nei panni di lei ebbe in mente una cosa importantissima da fare.

Scese in strada e su un muro scrisse: “ un corpo è solo un corpo, amatevi per quello che siete e non per quello che avete”.

Quando salì le scale, si svegliò dal sonno… ALBACHIARA erano scomparse…

A presto,
(chissà magari al secondo episodio)…
Gianluca