cappuccetto rosso

Sicuramente conoscete la storia di Cappuccetto Rosso. Ma siete proprio sicuri che le cose siano andate proprio così…?

LA STORIA DI CAPPUCCETTO ROSSO

C’era un volta una bambina che viveva in una casetta in un bosco insieme alla sua mamma. La bambina si chiamava Cappuccetto Rosso, perché aveva un grosso brufolo rosso in piena fronte. Ma era  una  sua caratteristica e lei se ne vantava, andando in giro in tutto il bosco.

Un giorno, la sua mamma le disse di andare dalla nonna, che era influenzata ed era a letto, a portarle “sciacquadent” per la sua dentiera.

Cappuccetto Rosso era felice di andare a trovare la nonna. Mise nel cestino il prodotto e uscì fischiettando allegramente.

In testa aveva ancora l’ammonimento della mamma: “Mi raccomando Cappuccetto , stai attenta, non dare confidenza agli sconosciuti, vai direttamente dalla nonnina e torna a casa subito.

Uscita di casa, incontrò subito il suo amico scoiattolo  Strunz, abituato sempre a fare gli scherzi agli amici del bosco. Si avvicinò a Cappuccetto Rosso e le disse: “dove stai andando, Cappuccetto? Stai attenta, che dietro quell’albero là in fondo, si nasconde il lupo” .

Ma la bambina gli rispose: “Sto andando dalla mia nonnina e  non ho paura del lupo”.

Allora lo scoiattolo incalzò: “ Ma guarda che il lupo è sempre molto affamato, potrebbe essere pericoloso.”

Lo scoiattolo burlone, questa volta, volle fare uno scherzo alla bambina Cappuccetto Rosso. Il giorno prima aveva acquistato nella boscobottega, il vestito di carnevale da Lupo.

cappuccetto rosso

cappuccetto rosso incontra il lupo

Quel giorno lo indossò , si recò dalla nonnina di Cappuccetto Rosso, la convinse ad essere complice dello scherzo e quindi si infilò sotto le coperte. La nonna intanto uscì e andò alla festa del bosco, dove era in programma una serata danzante con tutti gli animali del bosco. Lei ballò e scelse il tasso basso, glielo consigliarono.

Dopo qualche minuto, arrivò Cappuccetto Rosso. Bussò alla porta e disse: “Ciao nonnina, ti ho portato “sciacquadent”.

“Entra pure”, sentì dall’altra parte della porta.

Cappuccetto Rosso si avvicinò al letto e guardò la nonna. Rimase perplessa, si grattò il brufolo e disse:  “ma nonna, che occhi grandi che hai”

“Eh sapessi quante gocce di collirio devo usare”, rispose lo scoiattolo travestito da lupo.

“Ma nonna, che orecchie grandi che hai”, continuò la bambina.

“Pensa al tuo brufolo”, replicò Strunz.

“Ma nonna, che mani grandi che hai”, insistette la bimba.

“Mai come quelle di Gianni Morandi”, rispose la finta nonnina.

“Ma nonna , che bocca grande che hai”, disse infine Cappuccetto Rosso.

“Per dirti meglio che sei una credulona, Cappuccetto. Sono Strunz, lo scoiattolo, vedi?”

Cappuccetto Rosso scoppiò in lacrime, ma poi fece pace con lo scoiattolo e disse: “ma la nonna dove è andata?”. Appena chiese questo allo scoiattolo, sentì aprire l’uscio. Entrò la nonna e la abbracciò.

E vissero tutti felici e contenti. Il lupo, lo scoiattolo , Cappuccetto Rosso, la nonnina e il tasso.

Morale

Il vestito non fa il monaco e il velo non fa suora. La prima impressione non è sempre corretta.

E soprattutto bimbi, non andate nel bosco da soli. Potreste incontrare lo scoiattolo dispettoso.

Se vuoi leggere altre fiabe, leggi qui.